Salta al contenuto principale

Santu Srabadoeddu ha raggiunto il santuario

Le donne di Cabras aprono i festeggiamenti di San Salvatore 2025

Data :

29 agosto 2025

Santu Srabadoeddu ha raggiunto il santuario
Municipium

Descrizione

È all’alba che la cittadina lagunare si è fermata, lasciandosi avvolgere da un silenzio interrotto solo dai canti e dalle preghiere delle donne di Cabras che, come da tradizione, hanno dato inizio ai festeggiamenti del Santissimo Salvatore. Sono state più di 400 le devote che, rivestite dei costumi tradizionali e con i piedi nudi, hanno percorso i sette chilometri polverosi del Camminu de su Santu, portando in processione la piccola statua di Santu Srabadoeddu dalla chiesa di Santa Maria al villaggio campestre. Un rito antico e profondamente identitario che, tra sacrificio e devozione, apre la festa più attesa dall’intera comunità cabrarese. 

La suggestiva processione è solo il primo appuntamento nel calendario della Festa di San Salvatore, un evento organizzato dal Comune di Cabras con il contributo dell’Assessorato regionale del Turismo – Sardegna Turismo e il sostegno della Fondazione Mont’e Prama,  realizzato in collaborazione con il Comitato dei festeggiamenti civili “San Salvatore”, l’Associazione Is Curridoris, l’Associazione Santu Srabadoeddu e il supporto organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo. 

“La Festa di San Salvatore – afferma il Sindaco di Cabras Andrea Abis – rappresenta il cuore pulsante dell’identità della nostra comunità ed esprime un forte senso di appartenenza collettiva attorno alle tradizioni religiose e storiche. La processione di Santu Srabadoeddu, con le donne che indossano l’abito tradizionale cabrarese, segna l’inizio di questo momento unico. Anno dopo anno cresce l’attenzione e la partecipazione del pubblico, segno che non si tratta soltanto di un rito religioso, ma di un’occasione di condivisione che unisce le generazioni, custodisce la memoria e la proietta nel futuro.” 

“Ogni anno - afferma un emozionata Maria Francesca Spanu, Presidente dell’Associazione Santu Srabadoeddu - la processione di Santu Srabadoeddu rappresenta per noi donne di Cabras un momento unico, carico di fede e di emozione. È un rito che custodiamo con profondo rispetto, un cammino di sacrificio e di devozione che rinnova il legame con le nostre madri e con le generazioni che ci hanno preceduto. La fatica del percorso si trasforma in gioia quando la piccola statua del Salvatore giunge al santuario, e con essa portiamo le preghiere, le speranze e i ringraziamenti di tutta la comunità. La nostra associazione è nata proprio con l’obiettivo di custodire e tramandare questo rito, perché non sia mai perso il significato profondo di una tradizione che è identità, fede e memoria collettiva. Vedere ogni anno centinaia di donne, giovani e meno giovani, unite nello stesso cammino, ci riempie di orgoglio e ci conferma che la processione delle scalze è una parte viva e insostituibile della Festa di San Salvatore”.

La processione di Santu Srabadoeddu è partita come tradizione alle 6.30 dalla chiesa di Santa Maria a Cabras. Dopo la benedizione impartita dal parroco don Giuseppe Sanna, le donne, scalze, in silenzio e raccoglimento, hanno iniziato il loro cammino lungo i polverosi sentieri del Sinis.

Ogni momento di questa giornata di festa custodisce un linguaggio potente, fatto di gesti autentici che raccontano la forza di un popolo capace di tramandare una tradizione secolare con immutata intensità. La vestizione all’alba, i fazzoletti tramandati di madre in figlia, i corpetti ricamati che brillano sotto i primi raggi del sole, i rosari che scandiscono la preghiera e i canti in lingua sarda che si intrecciano con il silenzio del sacrificio compongono un rituale carico di significato. Le immagini restituiscono solo una parte della profondità e dell’intimità di questo rito: i volti emozionati, i piedi nudi che calpestano la terra arsa da sole, la polvere che si solleva lungo il cammino sono segni tangibili di devozione e appartenenza culturale ad un territorio.

Il momento più atteso, attorno alle 09:00, con l’arrivo nel villaggio campestre di San Salvatore dopo quasi tre ore di cammino. Le strette stradine del novenario si sono riempite dei suoni de Is Coggius, gli antichi inni di ringraziamento che hanno accompagnato l’ingresso della piccola statua nel santuario, dove resterà custodita fino all’8 settembre.

In attesa della Corsa degli Scalzi prosegue il fitto calendario degli appuntamenti civili e religiosi

Dopo la processione delle donne lo sguardo della comunità e dei visitatori è ora rivolto al cuore della festa: la prima Corsa degli Scalzi, in programma sabato 6 settembre, quando centinaia di devoti vestiti di bianco e a piedi nudi correranno lungo i sentieri del Sinis trasportando il simulacro del Santissimo Salvatore fino al villaggio campestre. Il giorno successivo, domenica 7 settembre, il ritorno del simulacro a Cabras suggellerà l’apice di un rito che da oltre cinque secoli intreccia fede, sacrificio, cultura e comunità. 

Il programma civile

Accanto al programma religioso, i festeggiamenti civili arricchiranno le serate con appuntamenti che spaziano dalla tradizione alla musica contemporanea. Si comincia questa sera, venerdì 29 agosto, con Fantasias de Ballos, spettacolo dedicato alle danze popolari isolane. Domani, sabato 30 agosto il villaggio di San Salvatore si animerà con la Sagra dei prodotti locali alle ore 20.30, seguita dal concerto degli Istantales alle 22.00. Domenica 31 agosto, sempre alle 22.00, saranno protagoniste le voci di Kantidos.

Mercoledì 3 settembre alle ore 21.00 spazio alla gara poetica a s’arrepentina con Michele Piga e Giampaolo Nuscis, accompagnati dalla fisarmonica di Giuseppe Pintus; a seguire, balli sardi cantati con Maurizio Sellero (organetto), Giuseppe Pintus (voce e chitarra), Luca Loria (launeddas) e Alberto Pili (percussioni). Giovedì 4 settembre, alle ore 22.00, sarà la volta del comico Marco Piccu.

Sabato 6 settembre, accanto alla spettacolare Corsa degli Scalzi della mattina, la tradizione tornerà protagonista con la Sagra del muggine alle ore 20.00 e, a seguire, i balli e i canti popolari animati dalla voce di Cristina Fois.

Il gran finale sarà domenica 7 settembre a Cabras, in piazza Stagno: alle ore 19.00 lo spettacolo pirotecnico introdurrà una lunga notte di musica e festa che dalle 21.30 porterà sul palco il Party 90/2000 di Danijeey, seguito dall’atteso concerto di Jake la Furia, icona del rap italiano e fondatore dei Club Dogo. A chiudere, i dj set di Danijeey e DJ Matrix, per un appuntamento che si preannuncia indimenticabile.

Come raggiungere il villaggio di San Salvatore

Per permettere a fedeli e visitatori di raggiungere agevolmente il novenario campestre di San Salvatore, cuore dei festeggiamenti, il Comune di Cabras ha predisposto un servizio navetta attivo dal 29 agosto all’8 settembre 2025. Ogni giorno, con partenza alle ore 16.15 da Solanas (piazza Monumento) e da diversi punti di Cabras – Scuole Medie, rotonda deposito Acqua (fine via Garibaldi), chiesa di Santa Maria e Museo Civico – sarà possibile raggiungere il villaggio, con rientro previsto alle ore 20.00. Corse straordinarie sono inoltre previste in occasione dei momenti più attesi: la Corsa degli Scalzi di sabato 6 settembre e il rientro del simulacro di domenica 7 e lunedì 8 settembre, con partenze dedicate già nelle prime ore del mattino.

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025, 12:09

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta il Servizio

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?

1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?

1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?

2/2

Inserire massimo 200 caratteri
È necessario verificare che tu non sia un robot