Solanas

Ultima modifica 6 novembre 2023

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Turismo

Notizie storiche

Solanas sorse in un luogo molto popolato già in epoca fenicia in quanto faceva parte del territorio di Tharros, città di grande importanza che sorgeva a poca distanza in prossimità del mare. Nel Medioevo, Solanas, era un piccolo centro abitato chiamato “Salanis”. In quel periodo il centro abitato faceva  parte della  Curatoria  del Campidano Maggiore o di Cabras. All’inizio dell’XI secolo, durante il Giudicato di Arborea, il giudice Gonario  Comita de Gunale veniva  chiamato “De Salanis” per indicare la sua provenienza da questo paese. Il paese (“villa”-bidda) di Solanas, risentì spesso delle sorti del paese vicino, (villa-bidda) di Cabras.

Nell’anno 1324 naque il Regno di Sardegna, annesso alla Corona d’Aragona, in un primo tempo alleato ed in seguito nemico del Regno di Arborea. I rappresentanti di Solanas presero parte alla “Corona della Curatoria”  e nel 1388 sottoscrissero la pace tra i due stati belligeranti, ma fu una pace di breve durata. Nell’anno 1410  Solanas  divenne un piccolo centro abitato  del Regno Catalano-Aragonese di Sardegna. In seguito, i centri che fecero parte della Curatoria del Campidano Maggiore, insieme a quelli  delle Curatorie del Campidano di Simaxis e del Campidano di Milis entrarono nel Marchesato di Oristano e furono cedute a Leonardo Cubello. Dopo la fine della famiglia Cubello, nel 1470, il Marchesato di Oristano passò a Leonardo d’Alagon della stirpe degli ultimi giudici di Arborea  ma gli fu confiscato  il 15 novembre del 1477 in seguito alla  sua  ribellione al  Viceré aragonese Niccolò Carros  di Arborea.  

Quest’ ultimo si adoperò affinché  Giovanni II di Aragona condannasse Leonardo Alagon per  i delitti di lesa maestà e fellonia. Il feudatario sardo, in questo modo, provocò un alterco che – inizialmente – vide gli aragonesi asserragliarsi a Cagliari e ad Alghero,  in un secondo tempo, con la battaglia nei pressi Macomer del 19 maggio 1478 quando i ribelli sardi furono sconfitti. Leonardo d’Alagon, con i pochi fedeli rimasti. fuggì a Bosa con l’intenzione di andare a Genova, ma venne catturato in mare e consegnato all’ammiraglio catalano-aragonese Giovanni  Vilamarì che lo condusse  a Valenza, nella prigione di  Xativa, nella quale rimase recluso  fino alla sua morte, avvenuta nel 1494. In seguito alle richieste dei cittadini di Oristano di lasciare unito il feudo,  nel 1479, Ferdinando il Cattolico, che assunse il titolo  di Marchese di Oristano, unì – una volta per tutte – il feudo al Patrimonio reale, istituendo la carica di  “arriccidori” del Marchesato di Oristano. Nell’età moderna  Solanas  subì, ripetutamente, attacchi dei pirati barbareschi che arrivarono nel campidano per fare razzie.

Nel 1647 ci fu una grande invasione di cavallette che causò  ingenti danni ai raccolti e all’economia del luogo. Nel 1652 il centro abitato fu colpito dalla peste.  A causa di queste disgrazie Solanas rischiò lo spopolamento,  ma la forza d’animo degli abitanti permise alla comunità di rimanere nel paese. Nell’anno 1767 Solanas era già entrata a far parte del Marchesato di Oristano – di proprietà del Marchese d’Arcais Damiano Nurra – al quale dovevano versare tasse e tributi, Queste nuove condizioni non erano molto favorevoli per Solanas e per tutti i paesi dei tre Campidani (Cabras, Milis, Simaxis) tanto che gli abitanti si rifiutarono di pagare i tributi feudali. 

Col passare degli anni, dal 1780 al 1785, le richieste di nuove tasse alle popolazioni divennero sempre più pressanti, generando numerose proteste e malcontenti. La popolazione era oppressa e doveva pagare, forzatamente, i diritti baronali. Nel mese di agosto del 1789, gli abitanti della “villa” di Solanas, feudo del Marchese di Arcais, si rifiutarono di pagare e di consegnare i diritti baronali nei “magazzini feudali”. Quando, con la forza, venne imposto il pagamento dei tributi, circa ottanta abitanti di Solanas, uomini e donne, ribellandosi, obbligarono i soldati a ritirarsi e a sospendere qualsiasi azione contro di loro.  L’esempio di Solanas fu seguito, seppur in maniera più pacifica, anche dalla popolazione della vicinissima Donigala. L’atto di ribellione dei solanesi non rimase impunito: i capi del movimento popolare Francesco  Enna, Vincenzo Muscas, Giovanni Marras e Luigi Ligia pagarono a caro prezzo la ribellione contro il Re, tanto che il primo fu condannato a dieci anni di prigione, il secondo a cinque e tutti gli altri a tre anni. Alla morte del Marchese Damiano Nurra  il feudo passò al nipote Francesco Flores che lo riscattò, definitivante, nel mese di maggio del 1838. 

Con il Regio Decreto numero 19 del 5 gennaio 1928 il Comune di Solanas fu unito a quello di Cabras e ne divenne frazione.

Ad oggi, gli abitanti sono circa 1.150,

Aggiornamento; luglio 2019.

A cura del Dott. Marco Meli – Servizi Demografici e Statistici del Comune di Cabras.


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