Descrizione
L’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Andrea Abis, nel corso dell’ultima giunta, ha dichiarato lo stato di calamità naturale a seguito dei gravi danni provocati dagli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il territorio nei mesi di gennaio e febbraio.
Il territorio del Comune di Cabras è stato colpito da precipitazioni persistenti e di elevata intensità, forti venti con raffiche violente e mareggiate che hanno inciso pesantemente sul comparto agricolo, compromettendo le colture, e causando danni significativi alle infrastrutture costiere e al litorale.
Le aree maggiormente coinvolte riguardano in particolare il litorale di San Giovanni. In queste zone si sono registrati gravi fenomeni erosivi della linea di costa e situazioni di elevato rischio idrogeologico lungo falesie e versanti, con ingenti danni alle opere di accessibilità e alle discese a mare.
A San Giovanni di Sinis, come evidenziato dall’ordinanza sindacale dell’11 febbraio, presso la spiaggia nord si è verificato il cedimento strutturale della scalinata in legno a seguito del distacco e del crollo di parte della parete di appoggio. Sul versante ovest, lungo la strada di accesso a Tharros, è in corso una intensa attività erosiva che ha provocato il distacco e il crollo di ampie porzioni di duna, con la formazione di uno strapiombo di diversi metri. Si segnalano inoltre il cedimento delle rampe terminali delle scalinate di accesso alla spiaggia e la comparsa di una marcata linea di fessurazione del versante, estesa per circa 100 metri, indice dell’attivazione di un movimento franoso.
Coinvolta anche la spiaggia di Mari Ermi, dove è stato smantellato il ponte in legno che attraversava la laguna retrodunale, unico accesso alla spiaggia.
Le condizioni di inondazione e allagamento hanno inoltre causato danni significativi al settore agro-zootecnico: perdite nelle produzioni cerealicole e foraggere (grano, orzo, avena, foraggi), danneggiamenti alle colture orticole stagionali, fenomeni di asfissia radicale dovuti al ristagno idrico, dilavamento e asportazione di terreno fertile. Si registrano anche danni alla viabilità comunale e poderale, agli accessi aziendali, compromissione dei pascoli e difficoltà per il comparto zootecnico, con un conseguente aumento del rischio sanitario per gli allevamenti.
L’amministrazione comunale ha disposto sopralluoghi, monitoraggi e verifiche tecniche per la quantificazione complessiva dei danni e ha richiesto alla Regione Autonoma della Sardegna il riconoscimento dello stato di calamità naturale e l’assegnazione di adeguate risorse finanziarie straordinarie per gli interventi urgenti di ripristino e messa in sicurezza, il recupero delle infrastrutture pubbliche e rurali compromesse e l’erogazione di ristori e contributi a favore delle aziende agricole e zootecniche danneggiate.
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Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2026, 12:58