Descrizione
È un bilancio fatto di numeri, ma anche e soprattutto di persone, quello delle attività delle Sentinelle di Legambiente nel Sinis. Sono state 110 le persone che hanno scelto di trascorrere parte della propria estate a Cabras, tra il 29 giugno e il 19 settembre, per dedicarsi alla tutela del territorio e dell’area marina, contribuendo concretamente alla salvaguardia di spiagge, dune e paesaggio.
A guidare la partecipazione sono state Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte, ma i volontari che hanno partecipato ai nove campi sono arrivati anche da Toscana, Sicilia, Campania, Liguria, Umbria, Friuli-Venezia Giulia e da numerose altre regioni italiane. Non sono mancati inoltre partecipanti provenienti dalla Svizzera e dalla Germania. E il dato forse più significativo è che 21 volontari avevano già vissuto questa esperienza e hanno scelto di tornare a Cabras, confermando quanto il richiamo del Sinis sia forte e quanto l’esperienza dei campi di Legambiente lasci il segno.
La magia del paesaggio, del resto, è difficile da ignorare: il Sinis continua a conquistare chi lo attraversa e lo vive, trasformando la partecipazione ai campi in un'occasione di impegno concreto per l'ambiente.
Un lavoro intenso, tra attività e formazione
Durante le giornate di attività sono state tante le ore di lavoro e quelle dedicate alla formazione, per un totale di 33.660 ore di servizio. Un impegno che può essere raccontato anche attraverso un dato curioso ma significativo: i volontari hanno percorso complessivamente 10.125.858 passi e 1573 km in bicicletta.
Accanto alla cura del territorio, uno dei compiti principali delle Sentinelle è stato quello di vigilare sul rispetto delle norme che regolamentano l'area marina. Sono stati oltre 600 gli interventi effettuati nel corso delle attività, riguardanti comportamenti differenti: dal fumo in spiaggia alla presenza dei cani in aree non idonee, dai furti di quarzo alla pesca, dalla sosta sulle dune fino al campeggio abusivo.
Tra i numeri più significativi, 459 persone sono state invitate a spostarsi dalla spiaggia perché stavano fumando, mentre 118 persone sono state richiamate per aver portato il proprio cane al di fuori delle aree dog friendly presenti sul litorale e segnalate dalla cartellonistica.
Ma il lavoro delle Sentinelle non si è limitato al controllo: una parte fondamentale dell'esperienza è stata infatti quella della sensibilizzazione e del dialogo.
La forza del dialogo: spiegare le regole per farle comprendere
L'attività delle Sentinelle ha mostrato quanto sia importante accompagnare il rispetto delle regole con la capacità di spiegarne le ragioni.
È capitato, ad esempio, che anche alcune persone di Cabras venissero riprese perché fumavano in spiaggia. Attraverso il dialogo, però, è stato possibile spiegare loro il significato della norma e l'importanza di tutelare l'ambiente. Lo stesso gruppo ha poi riconosciuto che, se avesse ricevuto esclusivamente una multa, probabilmente non avrebbe compreso il motivo profondo di quella regola.
Un episodio che restituisce bene il valore educativo dell'esperienza: la tutela ambientale non passa soltanto dai divieti e dalle sanzioni, ma anche dalla capacità di costruire consapevolezza.
Differenziare correttamente: la sensibilizzazione passa anche dalla gestione dei rifiuti
Un altro fronte importante dell’attività delle Sentinelle ha riguardato la sensibilizzazione sulla corretta differenziazione dei rifiuti. Un tema particolarmente significativo quest’anno, alla luce dell’avvio della sperimentazione delle eco navette a San Giovanni di Sinis e dell’eco isola a Is Arutas, pensate per facilitare il corretto conferimento dei rifiuti.
Anche in questo caso, attraverso il dialogo e le spiegazioni, i volontari hanno informato le persone sul corretto utilizzo dei servizi, illustrando l’importanza di separare i materiali e di contribuire, con piccoli gesti quotidiani, alla tutela del territorio. I risultati della sperimentazione sono stati particolarmente positivi: grazie alla presenza dell’operatore presso l’eco isola e all’attività di sensibilizzazione delle Sentinelle, rispetto allo stesso periodo di riferimento dello scorso anno, Cabras ha registrato tra luglio e agosto circa 31 mila chilogrammi di rifiuti indifferenziati in meno. Un dato che dimostra concretamente come informazione, presenza sul territorio e servizi adeguati possano incidere sui comportamenti e contribuire a una gestione più sostenibile dei rifiuti.
Sentinelle e Compagnia Barracellare: educazione e controllo insieme
Il percorso delle Sentinelle quest’anno è stato coadiuvato dalla collaborazione con la Compagnia Barracellare, nata su richiesta degli organizzatori dei campi di Legambiente con l'obiettivo di rafforzare il percorso educativo dei volontari e offrire loro un supporto concreto nelle situazioni più complesse. La collaborazione si è tradotta in almeno un turno congiunto alla settimana.
Il ruolo della Compagnia è stato quello di intervenire e applicare le sanzioni nei casi in cui il rispetto delle regole non poteva essere garantito attraverso la sola informazione e il dialogo, dando vita a un sistema integrato nel quale educazione e controllo hanno operato in modo complementare.
Nel corso della collaborazione, la Compagnia Barracellare è intervenuta con 110 sanzioni. 48 per campeggio abusivo, 2 per furto di sabbia, 13 per pesca abusiva, 15 per sosta sulle dune, 32 per fumo e cani in spiaggia.
Dai mozziconi alla sabbia: i numeri della tutela
Anche l'attività di raccolta e recupero restituisce un quadro particolarmente significativo.
Sono stati raccolti 14.500 mozziconi di sigaretta, un numero che continua a fare scalpore e che racconta quanto ancora sia necessario lavorare sulla consapevolezza dei comportamenti individuali. Se posizionate una di fianco all’altra, le cicche, ognuna della lunghezza di circa 2,5 cm, arriverebbero a superare l’altezza della Tour Eiffel.
Nel corso delle attività sono stati distribuiti 626 posacenere per favorire comportamenti più rispettosi e prevenire l'abbandono dei mozziconi nelle aree fumo.
I volontari hanno inoltre recuperato 2.460 litri di rifiuti, dei quali prevalentemente microplastiche, posti all’interno di sacchi, che se appiattiti riuscirebbero a ricoprire la superficie di un campo da calcio.
470 chilogrammi di sabbia sono stati invece recuperati dalle docce e riportati in spiaggia.
Dal Sinis allo Yemen: un tappo che racconta il mondo
Tra gli episodi che più hanno colpito i volontari c'è il ritrovamento, nella posidonia di Maimoni, di un tappo arancione con una scritta in arabo che significa “Salve”. Le informazioni raccolte hanno permesso di ricondurlo a una fabbrica yemenita che produce succhi di frutta.
Un piccolo oggetto arrivato sulla spiaggia del Sinis diventa così il simbolo di qualcosa di molto più grande: anche un territorio apparentemente lontano dai grandi flussi globali è inserito in un contesto mondiale nel quale mari, correnti e attività umane collegano luoghi molto distanti tra loro.
La tutela del Sinis, quindi, non riguarda soltanto ciò che accade localmente, ma si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra comunità, ambiente e cambiamenti globali.
La magia del Sinis colpisce ancora
A rendere ancora più speciale l'esperienza dei volontari è stato anche il contributo di uno di loro, artista e studente dell'Accademia di Brera, che ha scelto di raccontare il territorio attraverso l'arte.
Durante il campo ha realizzato a carboncino un'opera dedicata a Tharros, restituendo attraverso il disegno la forza e la bellezza del paesaggio.
Un modo diverso, ma altrettanto potente, di raccontare il Sinis: dopo averlo percorso, osservato e protetto, il volontario ha scelto di portarne con sé un'immagine.
Dichiarazioni
Andrea Abis, Sindaco di Cabras: “Il progetto delle Sentinelle rappresenta un’esperienza di grande valore per il nostro territorio, sicuramente per il lavoro che i volontari svolgono concretamente nella tutela delle spiagge e dell’area marina, ma anche per la rete di collaborazione che è riuscito a costruire. Il fatto che più di cento persone provenienti da tutta Italia abbiano scelto di dedicare parte della propria estate a Cabras e che molti di loro abbiano deciso di tornare è un segnale importante: ci racconta quanto il Sinis sappia coinvolgere e quanto esperienze come questa possano lasciare un segno. In questo percorso è stato particolarmente importante anche il contributo della Compagnia Barracellare, che ha permesso di affiancare all’attività di sensibilizzazione e dialogo delle Sentinelle un presidio concreto per il rispetto delle regole. Come amministrazione crediamo fortemente che la salvaguardia del Sinis passi anche dalla capacità di creare sinergie che consentano di raggiungere un obiettivo comune.”.
Carlo Carta, Assessore all’Ambiente e Gestione rifiuti: “Il dato sulla riduzione dei rifiuti indifferenziati è particolarmente significativo e ci conferma che la direzione intrapresa è quella corretta. Al di là dei numeri, c’è un valore etico importante: stiamo costruendo un percorso che mette al centro la responsabilità di ciascuno e la tutela del territorio, incentivando comportamenti più consapevoli e sostenibili. È un cambiamento che richiede tempo, servizi adeguati e sensibilizzazione, ma i risultati di questa prima sperimentazione ci dicono che siamo sulla strada giusta e che vale la pena continuare a investire in questa direzione.”.
Massimo Marras, Direttore dell'Area Marina Protetta Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre: “Il progetto Sinis Sentinels, che ha raggiunto il 5 anno con questo formato e con la collaborazione di Legambiente, si conferma un'idea vincente. È un progetto che coniuga la sostenibilità e la protezione dell'ambiente con lo sviluppo sostenibile del turismo nella nostra terra. Oltre 600 persone provenienti da tutta Italia - e dall'estero - si sono alternate in questi anni aiutando l'AMP a diffondere i buoni comportamenti e le nozioni fondamentali per proteggere il nostro mare e le nostre coste. Ma allo stesso tempo ha contribuito alla diffusione dell'idea di turismo responsabile e rispettoso in questi posti che, rispetto ad altri anche più rinomati, nascondono una bellezza per certi versi ancora poco conosciuta. Si tratta di una formula vincente che proseguiremo anche nei prossimi anni, applicando al progetto importanti risorse economiche che lo rendano sempre più sostenibile e meno impattante.”.
Rossella Fasano, Responsabile dei campi di volontariato di Legambiente Nazionale: “Negli ultimi anni la crisi climatica è entrata sempre più concretamente nella nostra quotidianità, rendendo evidente la necessità di agire. Gli eventi estremi che colpiscono con maggiore frequenza i nostri territori, insieme al crescente lavoro di informazione e sensibilizzazione di Legambiente e di tante altre organizzazioni, hanno aumentato l’attenzione delle persone e la loro volontà di “fare qualcosa”. È in questo contesto che si inseriscono i nostri campi: offrire a volontari e volontarie la possibilità di toccare con mano gli effetti della crisi climatica, comprendere l’impatto delle nostre scelte sui territori e acquisire gli strumenti per trasformare questa attenzione in azioni concrete. Il nostro obiettivo è costruire una cittadinanza capace di interrogarsi sulle proprie scelte e di assumersi la responsabilità di contribuire al cambiamento, perché la transizione ecologica ha bisogno non solo delle istituzioni e delle organizzazioni, ma anche di comunità e persone che, dal basso e attraverso il proprio impegno quotidiano, scelgano di prendersi cura dei territori in cui vivono.”.
Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna: “Quello che accade nel Sinis con le Sentinelle è l’esempio tangibile di quanto possa essere fertile la collaborazione tra turisti e istituzioni se l’esperienza di vacanza è accompagnata da un’informazione capillare, scientifica e accessibile sul valore dei luoghi e sugli impatti ambientali legati a comportamenti scorretti. In un momento in cui la Sardegna lavora alla nuova legge sulla rete ecologica regionale, questa esperienza conferma il ruolo fondamentale delle aree protette come laboratori in cui si sperimentano buone pratiche da mettere a fattor comune.".
Cesare Agostini, coordinatore campi Legambiente: “Al di là dei dati e dei risultati numerici, quelli delle Sentinelle di Legambiente non sono semplici interventi per ricordare le regole da rispettare in spiaggia. Il nostro è principalmente un lavoro di consapevolezza. Quando incontriamo i bagnanti, desideriamo comunicare loro il ‘privilegio di trovarsi all’interno di un’Area Marina Protetta’ e di poter ‘abitare’ un ambiente unico e prezioso, da rispettare e da custodire. Le nostre spiagge non sono luoghi da consumare, ma luoghi da abitare con rispetto. Pertanto non siamo qui per dire cosa non fare, ma per spiegare perché vale la pena proteggere la magia che abbiamo davanti agli occhi.”.
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Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2026, 12:48