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Su Pranu

Tra la costa e le zone umide si estende un vasto altipiano che, nel punto più alto, raggiunge la quota di circa 90 metri.

Qui, come le tessere di un mosaico, ambiente rurale e ambiente naturale si alternano in modo irregolare. Nella zona di Su Pranu, la parte più meridionale dell’altipiano, le zone agricole occupano i terreni dissodati dai grossi massi basaltici, mentre verso da ampi accumuli sedimentari calcarei. Una costellazione di cumuli di massi basaltici, a volte in buono stato di conservazione, è la traccia della presenza passata delle popolazioni nuragiche, che erigevano i nuraghi, le caratteristiche torri.

Le aree ancora integre, risparmiate dall’espansione agricola, sono occupate da una fitta macchia mediterranea: lentisco (Pistacia lentiscus), cisto (Cistus monspeliensis), mirto (Myrtus communis) ed altri arbusti intercalati da zone destinate al pascolo di greggi e bestiame.

Da qui il panorama è una vista a 360 gradi del territorio della Penisola del Sinis: da nord, in senso orario, Capo Mannu, estremità settentrionale della Penisola, lo Stagno di Sale Porcu, che in estate si prosciuga lasciando spazio ad un’estesa salina, lo stagno di Cabras e le paludi satellite, ricchi di avifauna di particolare valore naturalistico, il paese di Cabras e il piccolo villaggio di San Salvatore.

Tra l’altipiano e lo stagno, e poi oltre, il territorio è quello tipico rurale, destinato all’uso agricolo: a volte per le produzioni di pregio della zona, come quelle del melone e del carciofo, e altre per la coltivazione della vite e dell’ulivo. Continuando si vede poi la laguna di Mistras e il Golfo di Oristano, San Giovanni di Sinis e Capo San Marco. La visuale a occidente abbraccia tutta l’Area Marina Protetta andando oltre allo scoglio del Catalano e all’Isola di Mal di Ventre. Termina verso nord con le falesie di Su Tingiosu.