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Solanas - frazione di Cabras

Solanas, in epoca medievale era un piccolo centro abitato chiamato “Salanis”. Il luogo in cui sorse era molto popolato già in epoca fenicia in quanto faceva parte del territorio di Tharros, città di grande importanza che sorgeva a poca distanza.

Nel Medioevo, il centro abitato faceva parte della Curatoria del Campidano Maggiore o di Cabras. All’inizio dell’XI secolo, durante il Giudicato di Arborea, il giudice Gonario Comita de Gunale era chiamato “De Salanis” per indicare la sua provenienza da questo paese. Il paese (“villa”-bidda) di Solanas, risentì molte volte delle sorti del paese vicino, (villa-bidda) di Cabras.

Nell’anno 1324 naque il Regno di Sardegna , annesso alla Corona d’Aragona, in un primo tempo alleato e in seguito nemico del Regno di Arborea. I rappresentanti di Solanas presero parte alla “Corona della Curatoria” e nel 1388 sottoscrissero la pace, che fu di breve durata, tra i due stati belligeranti. A causa della guerra, il Regno di Arborea si ridusse.

Nell’anno 1410 Solanas divenne un piccolo centro abitato del Regno Catalano-Aragonese di Sardegna. In seguito, i centri che fecero parte della Curatoria del Campidano Maggiore, insieme a quelli delle Curatorie del Campidano di Simaxis e del Campidano di Milis entrarono nel Marchesato di Oristano e furono cedute a Leonardo Cubello.

Dopo la fine della famiglia Cubello, nel 1470, il Marchesato di Oristano passò a Leonardo d’Alagon della stirpe degli ultimi giudici di Arborea che si proclamò “difensore dei sardi” ma gli fu confiscato il 15 novembre del 1477 dopo la sua ribellione al Viceré aragonese Niccolò Carros di Arborea. Quest’ ultimo si adoperò affinché Giovanni II di Aragona “il senza fede” condannasse Leonardo Alagon per i delitti di lesa maestà e fellonia. Il feudatario sardo, in questo modo provocò un alterco che inizialmente vide gli aragonesi asserragliarsi a Cagliari e ad Alghero, in un secondo tempo finì disastrosamente , con la battaglia nei pressi Macomer del 19 maggio 1478 quando i ribelli sardi furono sconfitti. Leonardo d’Alagon con i pochi fedeli rimasti fuggì a Bosa con l’intenzione di andare a Genova , ma fu catturato in mare e consegnato all’ammiraglio catalano-aragonese Giovanni Vilamarì che lo condusse a Valenza , nella prigione di Xativa, dove rimase recluso fino alla sua morte avvenuta nel 1494.

In seguito alle richieste dei cittadini di Oristano di lasciare unito il feudo, nel 1479, Ferdinando il Cattolico assunse il titolo di Marchese di Oristano e unì una volta per tutte il feudo al Patrimonio reale, istituendo la carica di “arriccidori del Marchesato di Oristano e cussorgia del Goceano”(1481-1560), successivamente modificata in “Reggente della tesoreria generale del Regno”. Si crede che nell’età moderna Solanas abbia subito molte volte gli attacchi dei pirati barbareschi che arrivarono nel campidano per fare razzie.

Nel 1647 ci fu una grande invasione di cavallette che causò ingenti danni ai raccolti e all’economia del luogo. Nel 1652 il centro abitato fu colpito dalla peste. A causa di queste disgrazie Solanas rischiò lo spopolamento ma la forza d’animo degli abitanti permise alla comunità di rimanere nel paese.

Nell’anno 1767 Solanas era già entrata a far parte del Marchesato d’ Arcais, formato dalle terre che facevano parte del Marchesato di Oristano di proprietà del Marchese d’Arcais Damiano Nurra, il quale riceveva le tasse provenienti da questi possedimenti. Queste nuove condizioni erano molto favorevoli per Solanas e per tutti i paesi dei tre Campidani ( Cabras, Milis, Simaxis) tanto che i vassalli si rifiutarono di pagare i tributi feudali.

Col passare degli anni, dal 1780 al 1785 le richieste di nuove tasse alle popolazioni si aggravarono sempre di più e ci furono proteste e malcontento. La popolazione era oppressa e doveva pagare forzatamente i diritti baronali. Nel mese di agosto del 1789, la “villa” di Solanas, feudo del Marchese di Arcais rifiutò di pagare e di consegnare i diritti baronali nei “magazzini feudali”. Circa ottanta abitanti di Solanas, uomini e donne, si ribellarono quando cinque soldati cercarono di far pagar loro ciò che dovevano con la forza. I solanesi obbligarono i soldati a ritirarsi e a sospendere qualsiasi azione contro di loro. L’esempio di Solanas fu seguito anche dalla popolazione di Donigala, senza usare la forza. L’atto di ribellione dei solanesi non rimase impunito: i capi del movimento popolare Francesco Enna, Vincenzo Muscas, Giovanni Marras e Luigi Ligia pagarono a caro prezzo la ribellione contro il Re, tanto che il primo fu condannato a dieci anni di prigione, il secondo a cinque e tutti gli altri a tre anni. Morto il Marchese Damiano Nurra il feudo passò al nipote Francesco Flores che lo riscattò nel mese di maggio del 1838.

Con il Regio Decreto numero 19 del 5 gennaio 1928 il Comune di Solanas fu unito a quello di Cabras e ne divenne frazione, apportando circa 1.150 abitanti.

A cura del Dott. Marco Meli – Servizi Demografici del Comune di Cabras.