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Festa di Santa Maria Assunta

La devozione religiosa dei cabraresi è cosa nota e la celebrazione di Santa Maria Assunta, Vergine Dormiente patrona del paese, rappresenta per l’intera comunità uno dei momenti spirituali più sentiti e coinvolgenti.

E’ festa grande a Cabras dal 23 al 25 maggio di ogni anno quando, soprattutto il 24, tutto si ferma per onorare con riti civili e religiosi la Madonna protettrice.Certo, oggi le cose non sono più le stesse, rispetto al secolo scorso, ma l’impalcatura organizzativa dell’evento rimane intatta, in particolare tra gli anziani, che mirano a perpetuare nel tempo i riti e i costumi di una volta.

Tutto ha inizio molti mesi prima della data prestabilita, quando il presidente di turno e i membri del comitato promotore si danno un gran da fare per programmare minuziosamente l’evento. La prima preoccupazione è, ovviamente, quella di reperire i fondi necessari per l’organizzazione della festa, attraverso una serie di iniziative  ideate per l’occasione. Ma la questua più importante (sa cricca)  avviene per le vie del paese, di porta in porta. Si accetta di tutto, dai soldi ai cereali, i quali,  una volta venduti potranno rimpinguare le casse del comitato che dovrà sostenere molte spese per la buona riuscita della manifestazione civile e religiosa. Un carro addobbato di tutto punto (a pinnoi) con arazzi, stoffe finemente ricamate e antichi fazzoletti, come i (muncadoris tanaus), trainato da un giogo di  buoi poderosi, procede lentamente per le vie del paese. Abili fisarmonicisti e suonatori di “launeddas” lo accompagnano lungo tutto il percorso richiamando, con i loro motivi musicali, l’attenzione dei cittadini e sollecitando la loro generosità.

Il mese di maggio è il mese di Maria e la festa in suo onore, completa a Cabras un vero e proprio ciclo di funzioni religiose, fatto di novene e incontri spirituali. Il giorno prima della festa (su espuru), in un intenso clima di preghiera, la comunità ecclesiale si raccoglie nella chiesa parrocchiale per procedere alla preparazione del simulacro dell’Assunta (sa Immagini).

Vesti finemente ricamate con fili dorati e argentati indossa la Santa (Sa Santa); anelli e collane preziose, donate come ex voto dai devoti fedeli La adornano, e una preziosa corona avvolge il Suo capo e i Suoi capelli, offerti a turno, in segno di riconoscenza e devozione dalle giovani donne del posto. Il tutto avvolto da un clima di profonda religiosità tra profumi di fiori  e nuvole d’incenso.

Ma è la mattina del ventiquattro che il sagrato della parrocchiale si affolla di persone di ogni età in attesa della solenne processione, che ha inizio dopo che la bandiera di Santa Maria viene affidata al vincitore di una vera e propria asta (sa ditadura de sa pandera). Chi se la aggiudica, per promessa, ne andrà fiero e potrà portarla a spalla durante tutti gli eventi religiosi che si faranno nel corso di un anno. La processione si snoda lungo un percorso che da sempre attraversa molte vie del paese per convergere verso il centro e rientrare successivamente in chiesa.

Sicuramente, anche a tal proposito, le cose sono cambiate; un tempo, infatti,  ad aprire la processione stessa,  erano i bambini dell’Azione cattolica, con le loro catechiste, distinti in Fiamme bianche,  Fiamme gialle e Fiamme rosse. A seguire procedevano i ragazzi più grandi, preceduti a loro volta dalle giovani in costume tradizionale, quello dei grandi momenti, magari indossato per scelta e la prima volta per l’occasione.  Oggi aprono la sfilata i bambini freschi di Prima Comunione seguiti  in modo più o meno schematico da giovani e meno giovani, che precedono a loro volta le confraternite, quella del Rosario, dello Spirito Santo e del Sacro Cuore. Segue la banda musicale , che non manca mai, e le bandiere che rappresentano tutti i santi verso i quali i cabraresi manifestano la loro devozione: Santa Maria Assunta, appunto, S. Antonio da Padova, Sacro Cuore, San Salvatore, S. Isidoro, S. Luigi, San Pietro, Santa Lucia, a conferma di tanto fervore religioso.

Quindi, procede lentamente Sa Santaadagiata amorevolmente su una pesantissima lettiga barocca, che portano a spalla, a turno e per brevi tratti gli uomini delle confraternite. Avanza la Vergine Dormiente su strade profumate di  essenze di elicriso, menta,  rosmarino e petali di rose, tra canti e preghiere recitate da tre sacerdoti che indossano solenni paramenti e dalla folla commossa. La messa solenne chiuderà i riti religiosi della mattina e sarà la predica dal pulpito a sancire una profonda riflessione sulla Madonna.

Poi è festa laica, sicuramente un’altra storia, ma ugualmente vissuta con intensità e partecipazione, fino agli spettacolari fuochi pirotecnici che chiuderanno tutte le manifestazioni.