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Piano Regolatore Cimiteriale

Il Piano Regolatore Cimiteriale è lo strumento di pianificazione previsto dal D.P.R. 285 del 10 settembre 1990 “Approvazione del Regolamento di Polizia Mortuaria”.
Lo scopo primario del Piano Regolatore Cimiteriale è di disciplinare lo sviluppo del sistema cimiteriale nei prossimi dieci anni, dimensionando gli ampliamenti in funzione del fabbisogno di sepolture per tipologia: inumazioni, tumulazioni e sistemazioni in ossari e cinerari.
Il Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285 "Approvazione del regolamento di polizia mortuaria", ha rinnovato le disposizioni legislative di polizia mortuaria e cimiteriale ed in particolare ha normato la redazione dei Piani Regolatori Cimiteriali, la riduzione delle fasce di rispetto cimiteriali ed i progetti di costruzione e ampliamento dei Cimiteri.
Chiarimenti e interpretazioni relativi a tali disposizioni sono stati forniti con la Circolare del Ministero della Sanità 24 giugno 1993, n. 24 "Regolamento di polizia mortuaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285: Circolare esplicativa" pubblicata sulla G.U. n. 158 del 8 luglio 1993.

Il presente piano si pone obbiettivi di sostenibilità ambientale e amministrativa nella realizzazione
dell’ampliamento e nella ristrutturazione dell’esistente. A tale proposito si ribadisce il concetto di I sepoltura e di II sepoltura.
La prima sepoltura è la prima sistemazione del feretro durante la quale avviene il processo di mineralizzazione.
La seconda sepoltura è la sistemazione successiva al processo di mineralizzazione in cui i resti vengono ridotti in spazi più piccoli.
La prima sepoltura deve essere quindi una sistemazione provvisoria, ma che attualmente, nella percezione delle persone, è in realtà percepita come definitiva per due ragioni: una amministrativa e una fisico-chimica.
Amministrativamente la sepoltura viene occupata oltre la scadenza contrattuale senza venire estumulata e ridotta. L’ostacolo chimico è il grande rallentamento del processo di mineralizzazione che arriva a circa quarant’anni causato dalle sepolture impermeabili che creano un ambiente anaerobico di decomposizione.
A fronte di questi due fattori i cimiteri sono diventati dei servizi voracissimi di superfici e territorio con costi di gestione ben più elevati di quello che i bilanci e le tariffe di concessione riescono a compensare. La Regione Sardegna con la nuova legge in materia del 2018 si pone come obbiettivo di contrastare questa pratica incentivando la cremazione e introducendo una tecnica di tumulazione in loculo areato che di fatto equivale ad una inumazione ed il cui ciclo minimo previsto è di 10 anni.
Questa tecnica di tumulazione aerobica già sperimentata in Francia e Spagna e nel nord Italia garantisce unamineralizzazione in tempi molto più rapidi.
Accelerando il passaggio alla seconda sepoltura che esige minori ingombri si potrà attuare una rotazione delle prime sepolture più rapida.
Il presente piano recepisce pienamente la legge regionale prevedendo una prevalente dotazione di questo tipodi sepoltura. Si introduce al contempo una larga disponibilità di seconde sepolture per favorire l’estumulazione e consentire la riunificazione familiare in ambiti raccolti.
Il piano, per converso, riduce l’offerta delle tombe e cappelle familiari di prima sepoltura i cui costi ambientali e gestionali richiederebbero se proporzionati oneri concessori altissimi.